SIM News
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Bando borsa di studio: “Lactobacillus reuteri DSM 17938 Membrane Vesicles (MVs): In-Depth Characterization and Possible Applications for Human Health”

L’Università degli Studi ‘G. d’Annunzio’ Chieti – Pescara ha bandito il 29.05.2018 una borsa di studio nell’ambito della ricerca “Lactobacillus reuteri DSM 17938 Membrane Vesicles (MVs): In-Depth Characterization and Possible Applications for Human Health”. La deadline per la compilazione delle domande è fissata a 20 giorni dalla pubblicazione del bando.

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Il bando nella sua versione integrale si trova al seguente link:

http://www.albopretorio.it/albo/archivio4_atto_0_283283_0_3.html 

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Virome Postdoctoral Research Assistant

Quadram Institute Bioscience and the University of Leicester- Norwich Research Park

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Deadline 5 giugno 2018

Per maggiori informazioni: http://www.jobs.ac.uk/job/BJJ011/virome-postdoctoral-research-assistant/

Fully Funded PhD Studentship: New Polymers for Biomedical Applications

7University of Warwick – The GibsonGroup

Deadline 13 luglio 2018

Per maggiori informazioni: http://www.jobs.ac.uk/job/BJC512/fully-funded-phd-studentship-new-polymers-for-biomedical-applications/

PhD Studentship in Quantitative Biology/ Biophysics – Pushing the limits of single molecule super-resolution microscopy to reveal how bacteria divide and grow

Newcastle University – Faculty of Medical Sciences

Deadline 6 giugno 2018

6Per maggiori informazioni:

http://www.jobs.ac.uk/job/BIG826/phd-studentship-in-quantitative-biology-biophysics-pushing-the-limits-of-single-molecule-super-resolution-microscopy-to-reveal-how-bacteria-divide-and-grow/ 

International PhD Programs in the Life Sciences: Zurich, Switzerland.

18 Dottorati di ricerca con programmi altamente competitivi, in un ambiente internazionale e stimolante, gestiti congiuntamente dal Politecnico di Zurigo e dall’Università di Zurigo.

Deadline 1 luglio 2018

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Per maggiori informazioni: http://www.lifescience-graduateschool.uzh.ch/en.html

Immagini in vivo svelano il viaggio di HIV-1 attraverso la membrana della mucosa genitale verso i macrofagi stromali

È noto che la trasmissione del virus HIV (Human Immunodeficiency Virus) avviene sessualmente, ma il modo in cui il virus attraversa la membrana della mucosa genitale dell’ospite per raggiungere i suoi targets nel sistema immunitario è ancora oggetto di studio. Su questo meccanismo si incentra la ricerca, condotta da un gruppo di studiosi francesi e pubblicata recentemente su Cell Reports, che ha previsto la ricostruzione di un modello in vitro di mucosa uretrale, comprendente un epitelio polarizzato e uno stroma composto da fibroblasti e macrofagi. Grazie a questo sistema e mediante un sistema di acquisizione di immagini in vivo il team di ricercatori è riuscito a produrre un vero e proprio video del viaggio effettuato dal virus HIV-1 per arrivare ai macrofagi stromali.

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Immagine da Real et al. Cell Reports, 2018

Le immagini mostrano che l’infezione di HIV-1 dei macrofagi stromali dipende dal trasferimento cellulare del virus attraverso sinapsi virali (una sorta di tasche) che si formano tra le cellule T CD4 + infettate e le cellule epiteliali della mucosa uretrale. Il video rivela che, nelle regioni in cui si sono formate le sinapsi virali, la traslocazione dell’HIV-1 si attua attraverso le cellule epiteliali della mucosa grazie ad un meccanismo di transcitosi. Successivamente, l’interleuchina-13 viene secreta e l’HIV-1 mira ai macrofagi, i quali inizialmente producono e liberano virus, ma poi sviluppano uno stato di infezione latente che viene invertito dall’attivazione del lipopolisaccaride (LPS).

Lo studio mostra chiaramente le sinapsi virali che si formano tra una cellula immunitaria del donatore infetto da HIV-1 e una cellula epiteliale bersaglio di una mucosa uretrale maschile, e rivela così degli aspetti della trasmissione di HIV-1 che potrebbero contribuire alla progettazione di nuove mirate strategie antivirali volte a bloccare l’accesso di HIV-1 ai reservoir cellulari nella mucosa genitale.

Fonte

Live imaging of HIV-1 transfer across T-cell virological synapse to epithelial cells that promotes stromal macrophage infection. Real et al. Cell Reports, 2018

La composizione del microbiota intestinale correla con una maggiore protezione verso l’infezione da Salmonella enterica

Salmonella enterica Serovar Typhi (S.Typhi) , agente eziologico della febbre tifoide, colpisce da 11,9 a 26,9 milioni di individui l’anno, soprattutto nei Paesi non industrializzati e tra i viaggiatori.

Uno dei principali vaccini, ampiamente disponibile, è il Ty21a, un vaccino orale vivo attenuato che induce sia l’immunità umorale che la risposta immunitaria cellulo-mediata (CMI). Si ritiene che gli anticorpi locali e sistemici contro gli antigeni di S. Typhi siano attivi contro i bacilli tifoidi localizzati in ambito extracellulare, mentre la risposta CMI giochi un ruolo importante nell’eliminazione di S. Typhi quando si trova in ambiente intracellulare.

I ricercatori della University of Maryland School of Medicine, in uno studio pubblicato su mBio, hanno evidenziato che la presenza di particolari microrganismi nel microbiota intestinale umano è associata ad una protezione dalle infezioni da S. Typhi.  Lo studio ha caratterizzato la composizione (16S rRNA) e la funzione (RNA-seq) del microbiota intestinale umano dopo l’immunizzazione con vaccino e la successiva esposizione a Salmonella enterica serovar Typhi wild type.

3L’analisi meta-trascrittomica dei campioni ha rivelato due modelli stabili di espressione genica: uno dominato da trascritti di Methanobrevibacter (batteri metanogeni) ed uno costituito da diversi generi del phylum Firmicutes. L’immunizzazione con uno dei due vaccini vivi attenuati contro S. Typhi aveva effetti minimi sulla composizione o sulla funzione del microbiota intestinale. Lo studio ha evidenziato, però, che i soggetti che ospitavano la comunità metanogena mostravano un rischio inferiore di sviluppare sintomi di malattia tifoide dopo l’esposizione a S. Typhi wild type.

Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato che nei soggetti che non sviluppavano i sintomi della malattia, i geni codificanti proteine antiossidanti, proteine dell’omeostasi del metallo e di trasporto e proteine dello shock termico erano espressi ad un livello più alto sia al baseline che dopo l’esposizione a S. Typhi. Questi dati hanno portato gli studiosi a ipotizzare che differenze funzionali relative al potenziale redox e all’omeostasi ionica del microbiota intestinale possano avere un impatto sugli esiti clinici della malattia tifoide in seguito all’esposizione a S. Typhi wild type.

Numerosi lavori hanno ampiamente dimostrato che il microbiota intestinale umano può influenzare la risposta immunitaria delle mucose. Questo lavoro, per la prima volta, ci fornisce dati su un aspetto non ancora molto studiato cioè l’impatto del microbiota intestinale umano sull’outcome clinico in seguito all’esposizione a patogeni enterici, fornendo così nuovi strumenti per la gestione delle infezioni intestinali.

Fonte

Compositional and Functional Differences in the Human Gut Microbiome Correlate with Clinical Outcome following Infection with Wild-Type Salmonella enterica Serovar Typhi. Yan Zhang et al. mBio, 2018.

Tossine ACD di Vibrio Cholera: come fanno a distruggere l’impalcatura di actina dell’ospite

Il citoscheletro di actina è un bersaglio molto attraente per diverse tossine batteriche grazie al suo ruolo nell’attivazione e nella motilità delle cellule immunitarie, nella secrezione dei fattori di risposta umorale e nel mantenimento di barriere protettive a livello cellulare (citoscheletro sub-membranoso) e di organo (contatti cellula-cellula e cellula-matrice). Inoltre, a causa della bassa omologia tra actina eucariotica e quella batterica, le tossine che attaccano l’actina sono altamente specifiche nei riguardi degli ospiti ma innocue per i patogeni. D’altra parte, il citoscheletro di actina non sembra essere un bersaglio facile a causa dell’elevata abbondanza di actina e della capacità delle cellule di regolare prontamente i suoi livelli in risposta a stimoli ambientali e patogenetici.

2Uno studio, pubblicato recentemente su Current Biology da ricercatori della Ohio State University, utilizzando saggi biochimici, supportati da modelli matematici, e analisi quantitativa della dinamica del citoscheletro di actina in cellule viventi, ottenuta mediante microscopia SiMS (single-molecule speckle microscopy), ha caratterizzato i meccanismi patologici delle tossine ACD (actin cross-linking domain) di Vibrio cholerae.

Lo studio ha evidenziato che la distorsione del citoscheletro di actina da parte degli oligomeri prodotti dalle tossine ACD è più profonda e sfaccettata di quanto precedentemente ipotizzato. Gli oligomeri di actina, prodotti dalle tossine ACD di Vibrio e delle specie batteriche ad esso correlate, superano la sovrabbondanza del loro bersaglio naturale (l’actina dell’ospite) alterando numerosi processi. L’ACD agisce, infatti, come “inibitore universale delle proteine leganti G-actina” e supera così il problema dell’abbondanza del target naturale reindirizzando la cascata di tossicità verso target meno copiosi; questo si traduce non solo in una profonda disorganizzazione del citoscheletro di actina dell’ospite ma anche nel blocco di importanti funzioni cellulari actina-dipendenti.

Questo spiega come una quantità relativamente piccola di tossina batterica possa causare un danno così rapido e significativo alla forte struttura di actina dell’ospite.

Fonte

Actin Cross-Linking Toxin Is a Universal Inhibitor of Tandem-Organized and Oligomeric G-Actin Binding Proteins. Elena Kudryashova et al. Current Biology (2018)

Lotta contro Ebola: identificati nuovi anticorpi umani che riconoscono un sito conservato del virus

Il virus Ebola (EBOV), agente eziologico della febbre emorragica, è stato protagonista delle recenti epidemie verificatesi nei paesi dell’Africa occidentale.

Diverse strategie sono state messe in atto per contrastare l’infezione da EBOV, tra queste, il cocktail anticorpale ZMapp si è dimostrato efficace nei modelli di infezione non umani ed è stato utilizzato in protocolli di trattamento compassionevole negli esseri umani. ZMapp consiste di una miscela di tre anticorpi monoclonali (mAbs) murini chimerizzati il cui bersaglio è rappresentato dagli epitopi EBOV-specifici localizzati sulla glicoproteina di superficie del virus. Tuttavia, gli anticorpi di ZMapp non neutralizzano alcune specie del genere Ebolavirus come il virus Bundibugyo (BDBV), il virus Reston (RESTV) ed il virus Sudan (SUDV).

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Uno studio condotto nell’Università del Texas ha identificato degli anticorpi che potrebbero essere utilizzati contro diverse specie di Ebola. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati su Nature Microbiology.

Gli studiosi hanno identificato ed isolato, in tre soggetti sopravvissuti ad una infezione da Bundibugyo virus, tre anticorpi (mAbs) umani naturali cross-neutralizzanti che agiscono su un sito antigenico della regione ripetuta HR2 nella Regione Esterna Membrana-Prossimale (MPER) della glicoproteina del virus. La regione MPER è già nota per essere riconosciuta dagli anticorpi umani, infatti, sono stati identificati diversi mAbs che neutralizzano un’ampia gamma di ceppi del virus dell’immunodeficienza umana (HIV) e che si legano agli epitopi conservati gp41 della regione MPER dell’HIV.

I ricercatori hanno, inoltre, dimostrato che l’immunizzazione con un peptide comprendente il sito antigenico HR2-MPER portava alla produzione di anticorpi neutralizzanti nei conigli. Gli mAbs umani cross-reattivi, neutralizzanti e protettivi, identificati dallo studio riconoscono un sito antigenico distinto e non competono per il legame con gli anticorpi terapeutici usati in passato per trattare l’infezione da EBOV. Questo suggerisce che mAbs specifici per MPER potrebbero essere utilizzati per progettare un nuovo cocktail terapeutico anticorpale che agisca contro più specie di virus Ebola.

Fonte

Broadly neutralizing antibodies from human survivors target a conserved site in the Ebola virus glycoprotein HR2–MPER region.  Andrew I. et al Nature Microbiology, 2018.

#ECCMID2018 e #SIMcisiamo: cosa è successo a Madrid

Cari Soci, anche quest’anno siamo stati presenti come SIM all’evento Europeo più importante di microbiologia clinica e malattie infettive. La SIM ha preso parte con un poster al corner delle Società Affiliate e ha seguito alcune delle sessioni postando sul nostro canale Facebook quasi 40 live-news. Il Prof. Gianfranco Donelli, inoltre, ha partecipato come delegato della SIM e International Relations Officer, alla riunione del Council Meeting, occasione proficua di scambio di informazioni e proposte fra la nostra società e l’ESCMID.

È stato bello constatare, anche quest’anno, che la Microbiologia italiana esporta ricerca scientifica di qualità ed era eccellentemente rappresentata in molte delle sessioni.

Biofilm, Arbovirus e virus respiratori, tools diagnostici nella micologia clinica, antibiotico-resistenza, terapia fagica, microbiota e terapia della sepsi, sono solo alcune delle sessioni dove, in qualità di speakers o di moderatori, i colleghi Microbiologi italiani si sono distinti riempiendo le aule.

Per vedere tutte le foto e leggere le news è necessario collegarsi al nostro canale Facebook @SIM.microbiologia

Cari Soci, anche quest’anno siamo stati presenti come SIM all’evento Europeo più importante di microbiologia clinica e malattie infettive. La SIM ha preso parte con un poster al corner delle Società Affiliate e ha seguito alcune delle sessioni postando sul nostro canale Facebook quasi 40 live-news. Il Prof. Gianfranco Donelli, inoltre, ha partecipato come delegato della SIM e International Relations Officer, alla riunione del Council Meeting, occasione proficua di scambio di informazioni e proposte fra la nostra società e l’ESCMID.

È stato bello constatare, anche quest’anno, che la Microbiologia italiana esporta ricerca scientifica di qualità ed era eccellentemente rappresentata in molte delle sessioni.

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