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#ECCMID2018 e #SIMcisiamo: cosa è successo a Madrid

Cari Soci, anche quest’anno siamo stati presenti come SIM all’evento Europeo più importante di microbiologia clinica e malattie infettive. La SIM ha preso parte con un poster al corner delle Società Affiliate e ha seguito alcune delle sessioni postando sul nostro canale Facebook quasi 40 live-news. Il Prof. Gianfranco Donelli, inoltre, ha partecipato come delegato della SIM e International Relations Officer, alla riunione del Council Meeting, occasione proficua di scambio di informazioni e proposte fra la nostra società e l’ESCMID.

È stato bello constatare, anche quest’anno, che la Microbiologia italiana esporta ricerca scientifica di qualità ed era eccellentemente rappresentata in molte delle sessioni.

Biofilm, Arbovirus e virus respiratori, tools diagnostici nella micologia clinica, antibiotico-resistenza, terapia fagica, microbiota e terapia della sepsi, sono solo alcune delle sessioni dove, in qualità di speakers o di moderatori, i colleghi Microbiologi italiani si sono distinti riempiendo le aule.

Per vedere tutte le foto e leggere le news è necessario collegarsi al nostro canale Facebook @SIM.microbiologia

Cari Soci, anche quest’anno siamo stati presenti come SIM all’evento Europeo più importante di microbiologia clinica e malattie infettive. La SIM ha preso parte con un poster al corner delle Società Affiliate e ha seguito alcune delle sessioni postando sul nostro canale Facebook quasi 40 live-news. Il Prof. Gianfranco Donelli, inoltre, ha partecipato come delegato della SIM e International Relations Officer, alla riunione del Council Meeting, occasione proficua di scambio di informazioni e proposte fra la nostra società e l’ESCMID.

È stato bello constatare, anche quest’anno, che la Microbiologia italiana esporta ricerca scientifica di qualità ed era eccellentemente rappresentata in molte delle sessioni.

Biofilm, Arbovirus e virus respiratori, tools diagnostici nella micologia clinica, antibiotico-resistenza, terapia fagica, microbiota e terapia della sepsi, sono solo alcune delle sessioni dove, in qualità di speakers o di moderatori, i colleghi Microbiologi italiani si sono distinti riempiendo le aule.

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Microbioma umano post-mortem: un utile strumento per ottenere informazioni sulle condizioni di salute in vita

La composizione ed il ruolo del microbioma umano nelle diverse condizioni di salute dell’uomo sono stati e sono oggetto di numerosi studi, ma le conoscenze sul microbioma umano post-mortem sono ad oggi molto limitate. Una recente survey su larga scala, nata dalla collaborazione tra la Michigan State University e l’ufficio del medico legale della contea di Wayne, ha analizzato il microbioma post-mortem di 188 individui rappresentanti una sezione trasversale della popolazione industriale-urbana. La ricerca ha caratterizzato la struttura delle comunità microbiche dei soggetti in studio entro 24-48 ore dalla morte.

L’analisi ha rivelato che, entro 2 giorni dal decesso, i microbiomi non subiscono shift spaziali e temporali causati dai processi biochimici della decomposizione, ma riflettono bene le condizioni di salute del soggetto ante-mortem. I ricercatori hanno anche evidenziato una elevata diversità microbica anatomico- specifica. Aree anatomiche come il retto e gli occhi, per esempio, mostravano una elevata diversità filogenetica mentre orecchie, naso e bocca erano popolate da comunità microbiche più omogenee. La biodiversità microbica, secondo la ricerca, rappresenta inoltre un possibile fattore di predizione delle condizioni di salute dell’ospite ante-mortem, come evidenziato per individui con malattie cardiache che presentavano una ridotta variabilità della comunità microbica.

bacteria-1959389_640I risultati di questo studio inter-disciplinare, recentemente pubblicati su Scientific Reports, non solo aumentano la comprensione della dinamica del microbioma post-mortem ma forniscono gli strumenti per il suo uso come strumento di sorveglianza delle condizioni di salute della popolazione vivente.

 

Bibliografia

Pechal JL et al. A large-scale survey of the post-mortem human microbiome, and its potential to provide insight into the living health condition. Scientific Reports, volume 8, Article number: 5724 (2018).

 

Scoperta in Costa Rica una nuova specie di Listeria

Il genere Listeria comprende ad oggi 17 specie, recentemente suddivise in due gruppi maggiori: i) Listeria sensu strictu, al quale appartengono anche L. monocytogenes e L. ivanovii, le uniche specie patogene per l’uomo e per gli animali e ii) Listeria sensu latu, un gruppo costituito da specie non patogene.

Nel 2016 il World Health Organization Collaborating Centre for Listeria (WHOCCL), sito all’Institute Pasteur di Parigi, ha ricevuto dall’Institute of Technology of Costa Rica un ceppo isolato nel 2015 da un sistema di drenaggio di un’industria alimentare della provincia di Alajula (Costa Rica). Il ceppo soddisfaceva i criteri corrispondenti al genera Listeria ma non poteva essere assegnato a nessuna specie esistente.

Le analisi filogenetiche basate sulle sequenze 16S rRNA hanno rivelato una alta similarità dell’isolato con Listeria floridensis (98,7%). L’analisi filogenetica basata sui genomi core di Listeria ha collocato il nuovo taxon all’interno della clade di L. fleishmannii, L. floridensis e L.aquatica, tutte specie appartenenti al gruppo Listeria sensu lato. Il sequenziamento e l’analisi dell’intero genoma, basata sull’identità media nucleotidica (Average Nucleotide Identity <80%), ha indicato che l’isolato apparteneva ad una specie non conosciuta. L’analisi delle sequenze aminoacidiche (Amino Acid Identity > 70%) e della percentuale di proteine conservate (Percentage of Conserved Proteins > 68%) e la caratterizzazione biochimica hanno, infine, ulteriormente confermato che il ceppo costituiva una nuova specie all’interno del genere Listeria.

costaricaListeria costaricensis, questo il nome proposto per la nuova specie in onore del paese di isolamento, si colloca nel gruppo Listeria sensu latu, ed è stata registrata nelle collezioni di microrganismi dell’Istituto Pasteur di Parigi e del Leibniz-Institut DSMZ (Deutsche Sammlung von Mikroorganismen und Zellkulturen) di Braunschweig in Germania; la sua descrizione è stata pubblicata sull’International Journal of Systematic and Evolutionary Microbiology.

Bibliografia

Núñez-Montero K et al. Listeria costaricensis sp. nov. International Journal of Systematic and Evolutionary Microbiology, 2018; 68 (3): 844.

Streptomyces luridus So3.2: un nuovo microorganismo produttore di bioemulsionanti

I microrganismi antartici sono oggetto di studio sempre più frequente per la loro capacità di produrre come metaboliti secondari, agenti con un forte potenziale biotecnologico quali biosurfattanti e/o bioemulsionanti .

I biosurfattanti e/o i bioemulsionanti in commercio sono infatti utilizzati in campo alimentare e cosmetico ma vengono impiegati soprattutto nel settore petrolifero per bonificare siti contaminati e sversamenti di petrolio nei mari.

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Questi composti sono classificati in due grandi categorie in base al loro peso molecolare e alle diverse proprietà chimico-fisiche: quelli ad alto peso molecolare, i biosurfattanti, riducono la tensione superficiale nell’interfaccia aria/acqua e olio/acqua, mentre i bioemulsionanti, a basso peso molecolare, sono in grado di stabilizzare emulsioni di olio in acqua.

Un microrganismo di recente scoperta, Streptomyces luridus So3.2 è in grado di produrre abbondantemente bioemulsionanti ed è stato isolato dal suolo antartico, come si evince da uno studio pubblicato sulla rivista PlosOne. In particolare, gli Autori della ricerca hanno saggiato la produzione di tensioattivi su da parte di 59 ceppi isolati da cinque diverse località dell’Antartide. Tra questi, S. luridus So3.2, ha mostrato una elevatissima capacità di emulsione sia di idrocarburi che di oli, sino al 60%, toccando un picco del 90% con oli ad alto grado API (American Petroleum Institute).

Bibliografia

Lamilla C et al. Streptomyces luridus So3.2 from Antarctic soil as a novel producer of compounds with bioemulsification potential. PLoS One. 2018 Apr 23;13(4):e0196054.

HIV: scoperto un nuovo meccanismo per evadere il sistema immunitario

Le infezioni da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) rappresentano ancora oggi un’emergenza sanitaria di dimensioni globali. Solo in Italia, sono circa 15 mila le persone sieropositive e oltre 6 mila sono affette da sindrome dell’immunodeficienza acquisita (AIDS) in fase avanzata ma non ancora diagnosticata. Attualmente, la terapia antiretrovirale (antiretroviral therapy – ART) utilizzata nella pratica clinica è in grado di sopprimere la replicazione del virus HIV, ma non di eradicare la malattia. Inoltre, l’ART, che nei soggetti infetti deve essere eseguita per tutta la vita, ha notevoli costi, può comportare problemi di aderenza terapeutica, eventi avversi e in alcuni individui è oggetto di fallimento terapeutico. Per queste ragioni la ricerca punta a nuove strategie di trattamento volte a superare queste limitazioni ed eradicare ove possibile la malattia in maniera definitiva.

HIV

Uno studio pubblicato sulla rivista internazionale EBioMedicine sembra aprire nuove frontiere in tal senso grazie alla scoperta di una nuova via adottata dal virus HIV per eludere il sistema immunitario. Il virus dell’HIV, grazie all’espressione della proteina Vif, promuove infatti la degradazione dei componenti dell’interferone di tipo 1 (1-IFN), tra cui IFN-α, dello JAK/STAT pathway bloccando l’induzione dei geni ISGs (IFN-stimulated genes), responsabili dell’azione antivirale. Questi risultati sull’azione del virus HIV sul pathway che porta all’induzione dei geni IGSs potrebbero spiegare il fallimento terapeutico dell’INF-α endogeno sul controllo della replicazione dell’HIV nei soggetti affetti.

Si attendono dunque nuovi studi sul ripristino dell’attività antivirale dell’IFN-α che potrebbero aprire la strada verso un nuovo approccio terapeutico.

 Bibliografia

Gargan S et al. HIV-1 Promotes the Degradation of Components of Type 1 IFN JAK/STAT Pathway and Blocks Anti-viral ISG Induction. EBioMedicine 30 (2018) 203–216

#VaccinesWork: Settimana Europea dell’Immunizzazione

I programmi di immunizzazione diffusi e perseguiti negli ultimi 30 anni hanno portato a una drastica riduzione della morte a causa di malattie prevenibili dai vaccini.

Tuttavia, occorre fare ancora tanto. Il fatto che l’immunizzazione abbia reso molte malattie infettive rare o quasi sconosciute potrebbe portare l’opinione di alcuni che i vaccini non sono più necessari. Non è così. Recenti epidemie sottolineano la responsabilità che condividiamo per tenere sotto controllo le malattie prevenibili da vaccino.

L’immunizzazione salva milioni di vite ogni anno e questa successo della sanità pubblica è una storia che merita di essere ancora sostenuta e diffusa. Tutti noi, dunque, possiamo sfruttare l’impulso della Settimana europea dell’Immunizzazione per aumentare la consapevolezza dell’importanza della vaccinazione.

Diventa anche tu ambasciatore della campagna #VaccinesWork  e condividi il materiale informativo  #ImmunizeEurope

Altro materiale è scaricabile dal canale Facebook @SIM.Microbiologia

 

 

 

Finanziamento – European Scientific Conference on Applied Infectious Disease Epidemiology (ESCAIDE)

Importante iniziativa di finanziamento organizzata per l’European Scientific Conference on Applied Infectious Disease Epidemiology (ESCAIDE) che si terrà a St. Julian’s, Malta, dal 21 al 23 novembre 2018.

L’obiettivo dell’iniziativa di finanziamento è quello di facilitare la partecipazione attiva dei professionisti all’inizio della loro carriera che sono interessati a partecipare all’evento ma che non hanno fondi sufficienti per farlo.

Per beneficiare dell’iniziativa di finanziamento i richiedenti devono soddisfare una serie di criteri che includono la presentazione di un abstract. Per ulteriori informazioni sui criteri di ammissibilità e sul processo di valutazione, consultare il seguente link:

https://www.escaide.eu/en/presenters/funding-opportunities/funding-initiative

I candidati selezionati saranno invitati a partecipare ad ESCAIDE, e i relativi costi (viaggio, alloggio, iscrizione) saranno coperti dall’ECDC.

Deadline per sottomettere l’abstract 7 maggio 2018Schermata 2018-04-13 alle 17.46.19.png

Corso Internazionale “Persistent Viral Infections and Immune Evasion”

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L’Istituto Pasteur Italia e l’Institut Pasteur di Parigi organizzano la quarta edizione del Corso Internazionale “Persistent Viral Infections and Immune Evasion” (Direttori: Angela Santoni e Jean Pierre Vartanian).

Il corso si terrà a Roma dal 9 al 14 luglio ed è aperto a studenti di Medicina e Scienze Biologiche (Master, PhD) e a ricercatori post-doc.

Al seguente link  http://www.istitutopasteur.it/content/4th-international-course-persistent-viral-infections-and-immune-evasion si trovano i dettagli del corso, il programma e l’application form.

Deadline 30 maggio 2018

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Bando della ricerca finalizzata anno 2018

Sono 95 milioni di euro i fondi per la ricerca sanitaria messi a disposizione dal Ministero della salute con il Bando della ricerca finalizzata 2018. Tutti i ricercatori del Servizio Sanitario Nazionale possono presentare progetti di ricerca di durata triennale, che abbiano un esplicito orientamento applicativo e l’ambizione di fornire informazioni utili ad indirizzare le scelte dell’assistenza sanitaria pubblica, dei pazienti e dei cittadini.

Il bando all’indirizzo

http://www.salute.gov.it/portale/ministro/p4_10_1_1_atti_1_1.jsp?lingua=italiano&id=177

Herpes simplex virus 1: identificato un fattore chiave nell’instaurarsi dell’infezione latente

Herpes simplex virus 1 (HSV-1) è un patogeno umano che persiste nell’ospite per tutta la sua vita grazie alla capacità di stabilire un’infezione latente all’interno dei neuroni sensoriali. Il meccanismo con cui HSV-1 passa dal programma di infezione litica a quello latente è in gran parte sconosciuto, tuttavia, HSV-1 è in grado di attuare meccanismi di “silenziamento” cellulare per la soppressione dell’espressione dei geni litici.

Uno studio della Harvard Medical School, pubblicato questo mese sulla rivista mBio, ha dimostrato che il virus utilizza una proteina dell’ospite denominata “fattore di legame cellulare CCCTC (CTCF)” per stabilire il suo stato di latenza. Gli esperimenti condotti su un modello murino, hanno evidenziato che il CTCF agisce come mediatore del controllo trascrizionale e dell’organizzazione della cromatina e possiede siti di legame nel genoma di HSV-1. I ricercatori hanno costruito un mutante di delezione di HSV-1 al quale mancavano un paio di siti di legame CTCF (CTRL2), localizzati all’interno delle sequenze associate alla latenza (LAT). I risultati di questo primo esperimento hanno evidenziato che il ciclo di replicazione litico e lo stabilirsi dell’infezione latente non venivano influenzati dalla mutazione. I mutanti, però, mostravano una capacità ridotta di riattivazione; infatti l’80% delle cellule nervose di topi infettati con HSV-1 normale, poste in colture cellulari, produceva copie virali, mentre solo il 53% delle cellule nervose infettate con HSV-1 mutante ne era capace. I ricercatori hanno concluso che la mutazione aveva significativamente indebolito la capacità di riattivazione. Lo studio ha anche rilevato nell’HSV-1 mutante un aumento nei cambiamenti dell’eterocromatina virale, gli autori ipotizzano che il legame CTCF nei siti di legame CTRL2 agisca come un isolante della cromatina e mantenga la cromatina virale in una forma pronta per la riattivazione, che definiscono latenza sospesa.

Gli Autori, dunque, hanno riconosciuto in CTCF un fattore chiave nella regolazione epigenetica dell’espressione genica virale fondamentale per stabilire e/o mantenere la forma di infezione latente capace di riattivarsi efficientemente.

 

Fonte

Jennifer S. Lee et al. CCCTC- Binding Factor Acts as a Heterochromatin Barrier on Herpes Simplex Viral Latent Chromatin and Contributes to Poised Latent Infection. mBio, 2018; 9 (1): e02372-17  https://www.sciencedaily.com/releases/2018/03/180315093824.htm

 

Jennifer S. Lee et al. mBio, 2018